Cosa Vedere a Kruja (Kruje), Albania
Otto secoli di storia incastonati in una città arroccata.
Castello di Kruja
La fortezza sul crinale sopra Kruja, difesa da Skanderbeg durante tre assedi ottomani. Dentro le mura ci sono il Museo di Skanderbeg, il Museo Etnografico, la Teqe Dollma e la vista su tutta la pianura adriatica.
Vecchio Bazar di Kruja
Un'unica via acciottolata di botteghe in legno che sale fino alla porta del castello. Qui si commercia più o meno dal XV secolo, e negli anni Sessanta la strada è stata ricostruita secondo la pianta originale. Oltre ai souvenir vende kilim tessuti a mano, argento in filigrana, rame e antiquariato.
Montagna di Kruja & Teqe di Sari Salltik
La Teqe di Sari Salltik è un santuario in grotta dell'ordine bektashi a 1.176 metri sul monte di Kruja, 7 km di strada sopra la città, e i pellegrini vi salgono da secoli. Dei gradini scendono in una grotta profonda circa 20 metri, dove una sorgente sgorga dalla roccia e i visitatori ne riempiono bottiglie. Fuori, le cenge guardano a ovest su Kruja e sulla pianura, e nelle giornate limpide la vista arriva all'Adriatico.
Parco Nazionale di Qafshtama
Qafshtama è il passo a circa 1.250 metri sulla strada da Kruja a Burrel, a circa 20 km dalla città. Il bosco intorno, soprattutto pino nero con querce più in basso, è diventato parco nazionale nel 1996 ed è stato ampliato a 6.864 ettari nel 2022. Lungo la strada c'è Kroi i Nene Mbretereshes, la Fonte della Regina Madre, intitolata alla madre di re Zog; la sua acqua viene imbottigliata e venduta in tutta l'Albania come Qafshtama. Salendo si passa da Shkembi i Vajes, la roccia dove Kruja ricorda novanta ragazze che scelsero il salto piuttosto che la cattura.
Canyon del fiume Zeza e ponti ottomani
A sud di Kruja, la Zeza scorre in una gola calcarea tra il monte di Kruja e il Gamti. L'antica via carovaniera da Tirana a Kruja passava di qui, e su di essa sopravvivono due ponti ottomani in pietra, entrambi monumenti tutelati: il Ponte di Abdyl Agha (1810-1820 circa) all'ingresso della gola e il Ponte di Kurcaj, del XVIII secolo, all'altra estremità. Un sentiero in pietra di 2 km li collega, tra pozze verdi e una cascata nascosta.
Canyon del fiume Droja
Quattro chilometri a nord di Kruja, accanto alla strada per Qafshtama, la Droja ha scavato una profonda gola calcarea tra il monte di Kruja e il Brret, e un tratto di 1,5 km è tutelato come monumento naturale. All'interno le pareti si stringono in alcuni punti a pochi metri, tra cascate, pozze verdi profonde, un vecchio sentiero intagliato nella roccia e un ponte medievale in pietra. L'acqua resta fredda tutta l'estate, e dove la corrente è debole si può nuotare.
Tunnel Militari Comunisti
Sulla strada di montagna a nord di Kruje, oltre Shkembi i Vajes, gallerie della Guerra Fredda sono scavate nelle pareti calcaree accanto alla strada, e più in alto una base militare abbandonata conserva caserme, strade di servizio e serbatoi di carburante arrugginiti. Niente è stato restaurato né segnalato, ed è per questo che pochissimi visitatori la vedono.
Platano e sorgente di Ballabanec
A un chilometro a nordovest dal centro di Kruja, sulla sinistra della strada verso Gryka e Vajes, cresce un platano che sta qui da circa 550 anni. Sta a 450 metri di quota ed e' iscritto fra i monumenti naturali, classificato come parzialmente danneggiato. Il tronco misura 180 centimetri di diametro ed e' in gran parte cavo, per via di incendi ripetuti: prima un fulmine porto' via i rami, poi ci pensarono i rifiuti scaricati ai suoi piedi. Da una decina d'anni l'albero ha ripreso a germogliare, e quei rami giovani arrivano ormai a cinque o sei metri. Accanto c'e' la sorgente, Kroi i Ballabanecit, di cui si prendono cura le famiglie del posto. Il nome viene da Ballaban Pascia, che venne per prendere il castello di Kruja e non riusci' mai ad avvicinarsi. Qui, presso l'albero, rimase bloccato, e nel dialetto di Kruja si dice neci. Da allora il luogo si chiama Ballabanec.
Shkembi i Vajes
A cinque chilometri dal centro di Kruja la strada verso Gryka e Vajes corre lungo il ciglio di una rupe. Questo e' Shkembi i Vajes, e Kruja ne porta la storia da piu' di cinque secoli. Come la racconta la citta', l'esercito ottomano teneva il castello sotto assedio quando novanta giovani donne di Kruja si presero per mano e scavalcarono il ciglio piuttosto che essere catturate. La notizia arrivo' al castello, e dalle mura si levo' fumo nero in loro onore. Le madri venivano qui a piangerle, giorno dopo giorno, ed e' quel pianto che il nome ricorda. Oggi una targa commemorativa segna il punto, chiamando la rupe la Rupe del Pianto e dicendo le novanta libere, pure e mai piegate. Molto piu' in basso, il torrente che attraversa la gola porta lo stesso nome, Perroi i Vajes.